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giugno/agosto 2016 – Le iniziative degli aderenti

gennaio 26, 2010 / Posted by in Iniziative, News

CASA DI RECLUSIONE DI REBIBBIA

COMUNICATO STAMPA

La notorietà della Compagnia teatrale “Stabile Assai” della Casa di reclusione di Rebibbia, diretta dal dottor Stefano Ricca, raggiunta a seguito delle sue numerosissime (oltre 700) precedenti esibizioni in molte realtà teatrali e non solo,  comporta l’invito ad ulteriori partecipazioni nell’ambito di rassegne teatrali o manifestazioni di rilevanza sociale e scientifica.

Agosto 2016 si preannuncia, però, come un mese veramente speciale per la storia del Teatro penitenziario italiano.

La Compagnia Stabile Assai realizzerà, come da tradizione ultradecennale, una tournèe che, oltre l’abituale scenario della Puglia e della Basilicata, nello specifico, si arricchirà di ulteriori appuntamenti, alcuni di grande rilevanza sociale.

In tale ottica deve essere individuato l’invito del Comitato Regionale Sicilia e del Comitato provinciale dell’AICS di Siracusa a prevedere lo svolgimento dello spettacolo “Scusate si so nato pazzo” nelle piazze centrali di Noto e Siracusa il 13 e 14 agosto.

 L’annuale disponibilità del Comitato Regionale della  Puglia e del Comitato Provinciale di Lecce dell’AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport), che da alcuni anni promuovono gli spettacoli della Compagnia in tale realtà territoriale, consentirà la messa in scena del predetto spettacolo “Scusate si so nato pazzo” a Casalabate (LE) il 18 luglio.

Lo spettacolo, scritto da Antonio Turco, responsabile storico della Compagnia e dal detenuto ergastolano Cosimo Rega  si avvale della sceneggiatura di Paolo Mastrorosato, attualmente affidato ai Servizi sociali e con un notevole background artistico alle spalle (ha lavorato con Alberto Sordi e poi come aiuto regista di un mostro sacro come Ettore Scola; attualmente collabora con Ricky Tognazzi e Simona Izzo) ed è dedicato al tema poco esplorato del disagio mentale che il carcere produce.

La rappresentazione si terrà, inoltre, il 19 agosto ad Altamura (BA) presso l’Antica Masseria dell’Alta Murgia, su invito della Presidenza dell’Associazione Italiana Alberghi per la gioventù e che avrà come utenza, oltre membri dell’Amministrazione comunale locale e del Provveditorato agli Studi della provincia di Bari, un gruppo di giovani immigrati e rifugiati che sono ospitati presso la predetta struttura.

 Dal 20 al 22 agosto la Compagnia sarà ospite dell’Assessorato alle politiche culturali di Alberobello (BA).

 Il 20 e 21 il gruppo interagirà nell’ambito della manifestazione “La notte dei briganti”, giunta, quest’anno, alla sua decima edizione e il cui svolgimento è previsto nello spazio antistante l’ormai dismesso carcere minorile della Casa Rossa.

Questa iniziativa, ideata dal regista teatrale Luca De Felice, ogni anno viene proposta a non meno di 4000 spettatori che giungono da tutta Italia per assistere ad uno spettacolo davvero unico nel suo genere e che vede protagonisti gli attori della Compagnia nella ultima delle nove scene in cui si dipana il racconto.

Il 22 la Compagnia metterà in scena, in piazza Ferdinando IV, la propria opera “Scusate si so nato pazzo”.

Il gruppo si trasferirà dal 23 al 25 agosto a Locri (RC), dove, ospite dell’Assessorato alle politiche culturali e turistiche della locale Amministrazione Comunale, su input dell’avvocato Elena Gratteri, nella serata del 23 si esibirà nella piazza centrale della città.

Il 24 agosto la Compagnia rappresenterà ancora una volta lo spettacolo “Scusate si so nato pazzo” per la popolazione detenuta della Casa circondariale di Locri, come concordato con l’ampio parere favorevole della Direzione dell’Istituto. Anche in questo caso si ritiene significativo evidenziare il contenuto sociale dell’operazione, considerata la qualità criminale degli ospiti dell’Istituto, cui, da tempo vengono inviati messaggi di controtendenza culturale dal gruppo operativo della Direttrice Patrizia Delfino. Alcuni detenuti del carcere leggeranno, attivando, così, una concreta partecipazione, brani di Pasolini e Bob Dylan e Dylan Thomas.

Il 25 agosto concluderà la fase calabrese con la esibizione prevista nella piazza centrale di Marina di Gioiosa Ionica con lo spettacolo “  Un amore bandito”, dedicato alla storia d’amore tra Michelina Di Cesare e Franceschino Guerra, due giovani briganti di Carmine Crocco, morti a soli 23 anni.

Il 26 agosto la Compagnia sarà ospite del “Giffoni teatro festival”, la cui risonanza artistica è facilmente comprensibile.

L’ incontro di Antonio Turco, Mimmo Miceli e Cosimo Rega con i giovani studenti delle Scuole superiori del salernitano, farà da prologo alla esibizione.

Un ultimo riferimento è da indirizzare al contenuto dello spettacolo “Scusate si so nato pazzo”.

La suite si impernia su una serie di monologhi intervallati da brani musicali che hanno l’obiettivo di proporre una riflessione su come le condizioni detentive incidano sul progressivo peggioramento della dimensione psicopatologica dei soggetti reclusi.

Jean Genet, soprattutto Edward Bunker,amatissimo dai detenuti giovani e poi James Ellroy, Guy de Maupassant, Jean Paul Sartre, Jack London e Arthur Conan Doyle, sono gli autori che sul tema hanno scritto pagine significative e che sono di riferimento nella costruzione del testo.

L’alienazione mentale che il carcere produce in termini di inevitabile isolamento dalla società civile risulta, così, essere il contenitore cui destinare la rappresentazione di sofferenze individuali e collettive che spesso vengono affrontate con l’uso smodato di psicofarmaci.

Al tempo stesso la follia è sinonimo di poesia e creatività di difficile lettura e comprensione. Nel testo, confezionato secondo i canoni classici della drammaturgia penitenziaria, di cui la Compagnia Stabile Assai è una delle più significative espressioni italiane, incidono ricordi e drammi vissuti personalmente dai detenuti/attori nel rapporto con la creatività e il loro diverso essere, spesso identificato con la indisponibilità sociale all’ascolto.

Di grande spessore dottrinale il contributo offerto dalla Ordinaria di psicologia sociale dell’Università di Sassari  Patrizia PATRIZI, forse una delle voci più sentite dal mondo accademico sul tema della “Giustizia riparativa”, che spesso ispirano le opere della Compagnia, dalla psicoterapeuta Sandra VITOLO e dalla teatro terapeuta Patrizia SPAGNOLI che da anni collabora nella stesura dei testi e che mette a disposizione la esperienza maturata nel carcere di massima sicurezza di Spoleto. Valore simbolico assume la partecipazione del sovrintendente Rocco DUCA, unico agente di polizia penitenziaria a recitare con i detenuti. I musicisti che da molti anni collaborano con la Compagnia sono la nota cantante soul Barbara SANTONI(ha lavorato con molti interpreti della scena musicale), il batterista jazz Lucio TURCO(uno dei più importanti drummers italiani, considerate le collaborazioni con Massimo Urbani, Danilo Rea, Gato Barbieri, Sal Nistico, Johnny Griffin etc.), il pluristrumentista Enzo PITTA(ha suonato con e per Sergio Endrigo) e il bassista e cantante Roberto TURCO (ha suonato con Rino Gaetano), la percussionista e cantante Martina La Croix(suona attualmente con la Caracca Band)

Gli attori sono Cosimo REGA(noto per l’interpretazione di Cassio in “Cesare deve morire dei fratelli TAVIANI”, ma soprattutto per aver scritto il libro autobiografico “Sumino o falco”, tradotto in una rappresentazione teatrale), Paolo MASTROROSATO(di cui si è detto), Mimmo MICELI(responsabile della scenografia), Giovanni ARCURI( con un background teatrale consolidato, in grado di veicolare le naturali simpatie del pubblico), Angelo CALABRIA(il Bud Spencer della Compagnia che raccoglie consensi di donne e bambini), Carmine CAIAZZO (da Castellamare di Stabia, dove è rimasto il suo cuore), Massimo TATA(da 25 anni attore della Compagnia, coautore di testi ed oggi, uomo libero, padrone del proprio futuro) e Max TADDEINI(da rapinatore terrorista a uomo libero che produce grandi emozioni sul palco).

La presenza femminile è assicurata dalla professoressa Patrizi, dalla dottoressa Spagnoli e dalla attrice tarantina Maria Teresa Liuzzi, new entry della Compagnia. Il tema della violenza di genere e del femminicidio è all’interno dei loro monologhi.

La dimensione “on the road” di questa tournée diventerà oggetto di un “road-movie” che sarà curato dalla produttrice Paola Comin.

L’ultimissima notazione è legata all’interesse che la Compagnia suscita da due anni nell’ambito dell’ European forum for ristorative Justice per la valenza riparativa che la Compagnia esprime attraverso i propri spettacoli .

Compagnia #SIneNOmine

 la compagnia #SIneNOmine segnala la mostra e gli spettacoli del programma

IN-VISIBILE  alla Rocca Albornoziana Museo Nazionale del Ducato di Spoleto fino al 30 ottobre 2016,

dopo le 2 repliche di LOVE BOXES inserite nel programma del FESTIVAL DEI 2  mondi è in programmazione il Cantico dei Cantici. (tradotto da G. CERONETTI)

In Visibileovvero

L’arte che rende l’invisibile visibile…

si tratta di un programma di azioni artistico-teatrali tra città e

carcere in un anno

un progetto prodotto da Compagnia #SIneNOmine – Istituto Sansi Leonardi Volta

- Liceo artistico sez. carceraria

Museo Nazionale del Ducato – Rocca Albornoziana Ministero dei Beni e

delle Attività Culturali e del Turismo Casa di Reclusione di Spoleto

SITI Social Innovation Through Imagination – Ambasciata Rebirth

con il sostegno e il contributo della Gioielleria Tomassini.Francia

(Spoleto,

Foligno, Terni) Spaccia Costruzioni

la generosità di Casarola, Cerioni e Verna

il progetto è a cura di

Giorgio Flamini

Rosaria Mencarelli

Stefania Crobe

Un percorso artistico partecipato da detenuti, cittadini, scuole, fruitori del museo per dare voce “all’impercettibile” e “rendere l’invisibile visibile”.

programma…

LOVE BOXES e VOCI SUONI e RUMORI DA MAIANO dal 25 giugno al 30 ottobre

performance teatrale giovedì 30 giugno e domenica 3 luglio, ore 17.00

diretta da Giorgio Flamini

con Diletta Masetti, Sara Ragni, Alessandra Cimino e i detenuti della

Compagnia #SIneNOmine

sound designer Maurizio Bergmann

set design e sculture

Giorgio Flamini e Giuseppe Mascaro

aiuto regia Pina Segoni

Costumi Sofia Verna

scenotecnici detenuti del Liceo Artistico si ringraziano il Direttore

della Casa di Reclusione Luca Sardella, il

Comandante Marco Piersigilli, gli educatori, agenti e ispettori del Corpo di Polizia Penitenziaria, il Dirigente Scolastico prof.ssa Roberta Galassi

“Love boxes si muove lungo quattro coordinate: è gesto politico, azione letteraria, performance visiva, evento teatrale. Sono messe in scena enormi scatole/gabbie da cui fuoriescono disiecta membra di attori/detenuti – nudi arti, teste, porzioni di busto – mentre voci declamano versi e prose, allusivi di un possibile orizzonte affettivo. Doppiamente rinchiusi, ricondotti alla pura corporeità, dissezionati, privati di quell’unità che ci rende persone, i protagonisti di Love boxes parlano della privazione affettiva, che è parte integrante della pena, e narrano senza indulgenza la durezza di questa condizione. Love boxes è un’esperienza individuale, intensa fino al fastidio, alla repulsione, al dolore, priva dell’approdo alla facile speranza ma, per questo, portatrice di profonde riflessioni.” Roberta Galassi

“Finisce tutto finisce… tutto finisce …finisce tutto finisce… Un fine atteso, forse un fine della pena? Un fine dell’attesa? Un fine della reclusione? Finisce tutto finisce… è la voce che chiude un’invasione barbara di voci, suoni e rumori alla Rocca albornoziana, inquietanti presenze che tornano ad abitare gli spazi che furono delle pena dal 1814 al 1982, quando i rei traslocarono, con i propri custodi, nella moderna struttura carceraria di Maiano, l’altra Rocca, un’emergenza architettonica imponente segno potente sul paesaggio, con la torre caserma destinata a rimanere l’edificio più alto della “valle spoletana”. Suoni metallici di chiavi dorate scandiscono il tempo infinito della pena, e mentre le opere custodite nel Museo nazionale sono osservate da ospiti e operatori culturali, irrompono i tempi, le voci e i rumori della reclusione: si passa dalla somministrazione del pasto quotidiano, alle attività delle lavorazioni, al gioco di carte, all’ora d’aria nei passeggi dove traiettorie di transito senza meta creano intrecci infiniti di un andare e venire continuo interrotto da silenzi. silenzi impossibili, le aperture, le chiusure di blindi e cancelli per  giungere ad una riflessione personale sulle mafie. Le voci, i suoni, i rumori di Maiano, simili a quelli abitati in tutta l’Italia dai migliaia di ristretti, chiederanno al pubblico di lasciarsi trasportare tra croci, affreschi, corredi funerari e manufatti guidati da suoni, parole e immagini, che tornano da Maiano, custodite per anni e anni a volte per sempre, in una Rocca liberata, un ritorno per aprire un dialogo, un ponte di attraversamenti possibili tra mondi paralleli, un ritorno al passato, un sincrono con il presente, un groviglio di lingue e dialetti, sovrastati e osservati da un Cristo patiens mutilato che ascolta Pater noster ripetuti incessantemente in siciliano, calabrese, è napoletano… da detenuti… finisce tutto finisce. Giorgio Flamini”

VOCI, SUONI, RUMORI DAL CARCERE

dal 25 giugno al 30 ottobre

a cura di Giorgio Flamini e Rosaria Mencarelli

“Voci suoni e rumori” del quotidiano carcerario evocano il passato recente della Rocca Albornoziana, accompagnano il visitatore dal fuori al “dentro”, lo conducono attraverso il Museo del Ducato in una dimensione altra di dialoghi possibili. Le opere allestite nel Museo – corredi funerari, pale d’altare, croci – si animano e filtrano transiti sensoriali, mostrando l’intramoenia della Casa di Reclusione di Maiano. La città penitenziaria diventa meno invisibile negli stessi spazi che ospitarono i reclusi dal 1814 al 1982.

 Il Progetto è anche nel nome del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, due mondi divisi e reciprocamente non visibili si intrecciano e si uniscono figurativamente. Tra le due emergenze – la città invisibile di Maiano, inserita nel tessuto urbano, e la Rocca che domina la città storica – si crea una relazione ideale e reale, una connessione di messaggi simbolici per generare nuovi significati. in-VISIBILE diventa così il terreno d’incontro e di relazione tra reclusi e liberi, luogo del confronto che individua nella Rocca lo spazio e il tempo della moderazione e del dialogo.

“Brandelli di corpi sono stati trasportati fuori dalla Casa Reclusione di Maiano. Eroici, nella loro frammentarietà, come lacerti di antica scultura riscoperti durante uno scavo archeologico, e insieme inevitabilmente privi di vita, monchi, nella loro incompletezza per forza immobile. La Compagnia SIne NOmine evoca così l’anelito di libertà di ogni recluso, spedendo all’esterno, verso la società e verso i propri affetti, calchi di sé:  mani a carezzare, teste a reclinarsi su altre teste, gambe da intrecciare e torsi per riscoprire una sessualità repressa ma innegabile. Il corpo del colpevole è stato il bersaglio principale della pena nel foucaultiano tempo dello “splendore dei supplizi”. Oggi che tutto è comunicazione e immagine, il viso, le movenze, le parole dell’imputato sono al centro dell’attenzione mediatica, ma la persona detenuta scompare, nella sua fisicità, quando la sua condanna diviene definitiva. L’istituto penitenziario ricetta centinaia di uomini, ma la società ne ignora i corpi, mentre continuano a muoversi, a evolversi, a invecchiare tra le mura. L’affettività è ancora in buona parte negata e il rapporto tra esterno ed interno, così prezioso, è sempre da implementare. Il delitto fotografa l’uomo con l’abito e sullo sfondo della sua colpa. Quel che accade dopo, il percorso silenzioso del confronto con se stessi, il cambiamento, le vie intricate della presa di coscienza profonda della ferita inferta e delle possibili strade per tentare, sempre imperfettamente, di ricucirla, sono un luogo incognito. Per questo, forse, diviene più difficile a chi non ha visto, a chi non ha toccato, comprendere il senso della pena ed il suo tendere, costituzionale, verso la risocializzazione. Ecco dunque i frammenti sezionati degli attori detenuti di Maiano, e le loro voci. Nelle “Love boxes” portano in giro la loro reclusione ed il proprio essere dimezzati. Come il Visconte calviniano forse ci aiutano a comprendere “la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza” e nel ricordarci questo loro essere lontani dagli affetti, dal sesso, dalle famiglie, depongono dubbi per le sale della Rocca, sui diritti e sulle vittime, sulla pena certa, sulla pena utile, sulla pena giusta. E costruiscono ponti, chiedendo che al loro cammino, ove di vera maturazione, faccia riscontro innanzitutto la disponibilità all’incontro e all’ascolto. E allora i brandelli potranno far ritorno a Maiano, e ricomporsi nelle persone che, dalla consapevolezza della propria dignità innata, traggano la forza per rileggere il proprio passato e volgersi con più fiducia alla costruzione di un futuro nella società.” Fabio Gianfilippi

 http://www.festivaldispoleto.com/2016/Eventi.asp?id_progetto=364&lang=

 

CASA CIRCONDARIALE FEMMINILE DI EMPOLI

martedì 12 luglio 2016 ore 21.00

Cortile area Verde – Casa Circondariale Femminile di Empoli

Via Val d’Orme Nuova, 15 – EMPOLI (FI)

Giallo Mare Minimal Teatro/Casa Circondariale/Liceo “Il Pontormo” – Empoli

Carmen, il canto della libertà

Liberissima rielaborazione dall’Opera “Carmen” di G. Bizet

Regia di Maria Teresa Delogu e Rossella Parrucci

con la partecipazione di Simonetta 

Antoni e Simone Faraoni

 FOTO


Regione Toscana – Progetto Teatro Carcere

Lo spettacolo è l’atto finale di due percorsi teatrali  che vedono protagoniste le ospiti della Casa Circondariale e le allieve del Liceo “Il Pontormo” – Empoli

 

L’entrata del pubblico è prevista per le 20.30, per entrare occorre l’autorizzazione

Inviare a info@giallomare.it entro martedì 5 luglio 2016

Nome _____

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Cognome _____

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Luogo Data di nascita ___________

Numero di telefono _____________

Email _________________________

Per accedere alla Casa Circondariale occorre essere muniti di un documento d’identità valido. ­  E’ vietato introdurre telefoni cellulari.

Visto il numero limitato di posti a disposizione, si prega di avvisare per tempo nel caso, fatta la prenotazione (fino ad esaurimento posti), si sia impossibilitati a partecipare. Ciò consentirà l’ingresso ad altri spettatori in lista di attesa

 INGRESSO GRATUITO SOGGETTO AD AUTORIZZAZIONE

CASA DI RECLUSIONE DI REBIBBIA

SCUSATE SI SO NATO PAZZO

scritto e diretto da Antonio TURCO, Patrizia SPAGNOLI e Cosimo REGA,con la scenografia di Paolo MASTROROSATO è una rappresentazione teatrale che la Compagnia Stabile Assai della Casa di reclusione di Rebibbia, dedica al tema del disagio mentale in carcere.

La suite si impernia su una serie di monologhi intervallati da brani musicali che hanno l’obiettivo di proporre una riflessione su come le condizioni detentive incidano sul progressivo peggioramento della dimensione psicopatologica dei soggetti reclusi.

Jean Genet, soprattutto Edward Bunker, Arthur Conan Doyle, sono gli autori che sul tema hanno scritto pagine significative e che sono di riferimento nella costruzione del testo che sarà esibito al

Teatro Porta Portese dal 30 giugno al 2 luglio.

L’alienazione mentale che il carcere produce in termini di inevitabile isolamento dalla società civile risulta, così, essere il contenitore cui destinare la rappresentazione di sofferenze individuali e collettive che spesso vengono affrontate con l’uso smodato di psicofarmaci.

Al tempo stesso la follia è sinonimo di poesia e creatività di difficile lettura e comprensione. Nel testo, confezionato secondo i canoni classici della drammaturgia penitenziaria, di cui la Compagnia Stabile Assai è la maggiore espressione italiana, incidono ricordi e drammi vissuti personalmente dai detenuti/attori nel rapporto con la creatività e il loro diverso essere, spesso identificato con la indisponibilità sociale all’ascolto.

Di significativo spessore dottrinale il contributo offerto dalla ordinaria di psicologia sociale dell’Università di Sassari  Patrizia PATRIZI, dalla psicoterapeuta Sandra VITOLO, dalla teatro terapeuta Patrizia SPAGNOLI e dall’agente penitenziario Rocco DUCA. I musicisti che da molti anni collaborano con la Compagnia sono la cantante Barbara SANTONI, il batterista jazz Lucio TURCO, il fisarmonicista Paolo PETRILLI e il bassista e cantante Roberto TURCO.

Gli attori sono Cosimo REGA(noto per l’interpretazione di Cassio in “Cesare deve morire dei fratelli TAVIANI”), Paolo MASTROROSATO, Mimmo MICELI, Giovanni ARCURI, Angelo CALABRIA, Carmine CAIAZZO e Massimo TATA.

CARCERE DI SALUZZO

NON CALPESTARE I FIORI manifesto 2016

TANTI FIORI PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA A SAVIGLIANO

Grande appuntamento per GIOVEDI’ 2 GIUGNO, alle ore 17, presso il Teatro Milanollo di Savigliano con lo spettacolo teatrale “ Non calpestare i fiori”.

In occasione della Festa della Repubblica l’Assessore alla Cultura, Chiara Ravera e il  Sindaco della città di Savigliano hanno richiesto agli attori-detenuti del carcere di Saluzzo e alla Compagnia Voci Erranti  di portare in scena riflessioni sui contenuti e valori della Costituzione Italiana.

Non calpestare i fiori” nasce nel 2010 dal laboratorio Teatrale dell’Istituto penitenziario e precisamente dallo spunto di una bandiera italiana tatuata sul braccio di un detenuto.

La lettura di alcune lettere di Gramsci dal carcere e dei principi fondamentali della Costituzione, il confronto con un testo di Pericle e la realtà attuale del Paese, hanno portato alla creazione dello spettacolo, lavoro insolito per un gruppo di persone che ha trasgredito agli stessi principi.

Il “ giardino” è patrimonio di tutti e i “ fiori” sono valori da difendere ed amare così come la necessità di ricordare gli uomini e le donne che per questo paese hanno  lottato.

 

Lo spettacolo è reso possibile grazie alla volontà del Dott. Giorgio Leggieri, Direttore della Casa di Reclusione Morandi e del Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Cuneo e della Fondazione Piemomte dal Vivo

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare all’evento.

Ingresso unico 2 euro.

Info: info@vocierranti.org   tel. 0172 89893

CARCERE DI LECCE

CARCERE LECCE

Comunicato stampa

PPP Passione, Prigione, Pietà e/o Porca Puttana Pasolini…” è il titolo della nuova produzione di Io Ci Provo, compagnia di attori/detenuti diretta dalla regista Paola Leone nata all’interno della Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce. Da lunedì 6 a sabato 11 giugno (due repliche per ogni data) la performance sarà messa in scena non sul palco del teatro, come per gli anni scorsi, ma in una sezione dell’Istituto Penitenziario.

Per questo motivo lo spettacolo sarà a numero chiuso.

Venti le persone ammesse ad ogni replica (da lunedì a venerdì 16.30 e 18.30; sabato 18,30 e 20,30).

Quest’anno è prevista, inoltre, una quota di partecipazione libera (importo minimo 10 euro) per sostenere le attività della Compagnia.

 Informazioni e prenotazioni entro il 25 maggio a iociprovo.comunicazione@gmail.com (nella mail inserire “nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza attuale, numero di telefono, data e orario della replica scelta”).

Il laboratorio “Io ci provo” guidato dalla regista Paola Leone prende il via nel 2011  all’interno della sezione maschile della Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce, con l’intento di sperimentare un teatro politico che si racconta e ci racconta la società attuale, promuovendo il teatro come forma artistica e culturale capace di realizzare la sua vocazione storica di luogo di costruzione e formazione di una cittadinanza attiva, capace di includere, promuovere e valorizzare le differenze. Un esperimento riuscito, un esempio di buona pratica che lascia una traccia da seguire per costruire il cambiamento che permette di vedere la possibilità dell’impossibile. Nell’anno pasoliniano gli attori-detenuti si sono confrontati con il poeta e regista ucciso nel 1975.

Io Ci Provo 

iociprovo.comunicazione@gmail.com

3384598211 – 3476027864

CASA DI RECLUSIONE FEMMINILE DI GIUDECCA

 

Locandina Tasso - Giudecca Giugno 2016

Comunicato Stampa

progetto teatrale “Passi Sospesi” negli Istituti Penitenziari di Venezia

“voci e suoni da un’avventura leggendaria”

uno spettacolo di Teatro Ragazzi alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca

Nell’ambito del progetto teatrale “Passi Sospesi” di Balamòs Teatro alla Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, Mercoledì 1 Giugno 2016, alle ore 16.00 (ingresso riservato agli autorizzati), sarà presentato lo spettacolo di Teatro Ragazzi “voci e suoni da un’avventura leggendaria”, tratto dall’incredibile avventura di Odisseo e i suoi compagni all’isola dei Ciclopi. Eroiche avventure, miti e leggende senza tempo raccontate con leggerezza e ironia dagli alunni delle scuole secondarie di I° Grado “T. Tasso” di Ferrara: Margherita Bertieri, Catalina Bocsaneanu, Monica Isede, Leonardo Molinari, Filippo Nanni, Francesco Ranaudo, Umberto Rossi, Fausto Sapienza, Helin Tekdal e la partecipazione delle donne detenute Nawal Boulahnane e Samira Miloradovic. Le musiche e i suoni dal vivo sono di Martina Monti.

Lo spettacolo è diretto da Michalis Traitsis, regista e pedagogo teatrale di Balamòs Teatro e responsabile del progetto teatrale “Passi Sospesi” negli Istituti Penitenziari di Venezia, che da due anni conduce il progetto teatrale “sguardi diversi” alla scuola “T. Tasso” di Ferrara promosso dall’Osservatorio Adolescenti del Servizio Giovani e l’Ufficio Alunni Stranieri dell’Istituzione Servizi Educativi, Scolastici e per le Famiglie del Comune di Ferrara e in collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara e il Centro Teatro Universitario di Ferrara.

Lo spettacolo “voci e suoni da un’avventura leggendaria” ha concluso la stagione di Teatro Ragazzi del Teatro Comunale di Ferrara 2015-2016.

In questa circostanza la scuola e il carcere si incontrano attraverso il teatro in una straordinaria occasione di formazione teatrale e umana.

Il progetto di pedagogia teatrale di Balamòs Teatro attuato nelle scuole medie “T. Tasso” a partire dall’anno scolastico 2013-2014, nonostante tutte le difficoltà che affronta il mondo della scuola oggi, rappresenta un’ottima opportunità di formazione attraverso le pratiche di laboratorio teatrale per le giovani generazioni.

L’anima della proposta è il desiderio di stare insieme, imparare a raccontarsi più che mostrarsi, di mettersi alla prova, di navigare insieme per scoprirsi e scoprire altri orizzonti possibili, di affrontare insieme paure, giudizi, conflitti.

Con una metodologia che tende, attraverso stimoli precisi, a rendere ciascuno protagonista del proprio percorso, dei propri personaggi e delle proprie interpretazioni.

Con il regista che si propone come pedagogo teatrale, accompagnatore, facilitatore, disponibile a navigare con i ragazzi tra i moti calmi e ondosi del lavoro teatrale, tra scoperte e frustrazioni, tra le bonacce e tempeste della crescita.